E dunque ci risiamo.
Abbiamo trovato casa, una bella casa, spaziosa, con finalmente cucina e soggiorno separati.
E sogno di avere il soggiorno in ordine.
Abbiamo di nuovo il Parco sotto casa, i mezzi a due passi. Stavolta siamo in alto, al terzo piano, ma proprio per questo abbiamo due terrazzi, che si affacciano sul parco.
Cosa volere di più.
E' una tranquilla giornata di maggio, fa un pò vento e piazza maggiore è bellissima, nel suo gioco di luci e ombre.
E mi ricorda un pò "il politeama" di Palermo.
E' come essere stati tolti alla madre (palermo), per incuria, essere stati dati in affido ad una madre amorevole, e anche un pò rigida (Bologna), per imparare senza troppi traumi, come si sta lontani da casa.
Quest'anno a Bologna ha sicuramente un suo perchè.
L'Emilia Romagna è piena di persone meravigliose, è il luogo di integrazione per antonomasia.
Nel mio palazzo abita gente di tutti i tipi. Bolognesi da generezioni, lucani, romeni sposati con bolognesi, marocchine sposate con napoletani. Una babele in cui ho imparato a parcheggiare.
martedì 14 maggio 2013
lunedì 22 aprile 2013
Laura e le mamme al parco, a milano
Ho conosciuto Laura a Milano, al Social Family Day 2012, dopo averla conosciuta virtualmente poichè condividevamo la collaborazione con QNUM.
Lei sa unire l'utile al dilettevole e così volevo presentarci il suo progetto, con relativo blog.
Se siete di Milano è una gran bella occasione. :)
Cos'è Moms@park?
Moms@park
è un'iniziativa “open air” di sostegno alla neomaternità
dedicata alle mamme di Milano e ai loro bimbi 0-6 mesi: si tratta di
gruppi di incontro al parco – coordinati
da una esperta nella relazione d'aiuto - che si svolgono in
primavera e in autunno nei parchi e nei giardini della città. Questa
dimensione piace molto alle mamme, e anche a me: la possibilità di
uscire di casa con il proprio piccolo, di stare insieme ad altre
donne in una dimensione collettiva all'aria aperta, sedute su un
prato verde all'ombra degli alberi...
Non mi stancherò mai di
dire, insieme a tutto lo staff di Quando nasce una mamma, che la
neomaternità è una fase connotata da felicità, stupore e amore, ma
anche da fragilità, insicurezza e solitudine. Molte mamme con cui
sono entrata in contatto nel mio lavoro hanno vissuto con sofferenza
questa ambivalenza di emozioni e io stessa l'ho attraversata quando è
nato il mio bimbo. Sembra però che i lati d'ombra debbano in qualche
modo essere nascosti agli altri: ammettere che la maternità non è
solo rose e fiori ci fa sentire sbagliate e in colpa. Questo però ci
confina in una sensazione di solitudine emotiva che non è d'aiuto a
noi e al
martedì 16 aprile 2013
Su al Nord. E ridete di più.
Da quando so di dover lasciare Bologna ho felicemente abbandonato qualsivoglia indole a socializzazione obbligata con le mamme. Volo felice all'uscita di scuola, saluto come lady D..
E col tempo ho anche capito che la socialità obbligata è deleteria.
Mi era capitato di iniziare un legame, Fin quando non rimasi sconvolta dalle affermazioni di una mamma sui cinesi. Sono troppi, ci vorrebbe l'atomica per sterminarli.
Tra qualche mese inizierà la scuola, e il figlio della suddetta avrà almeno il 25 per cento di bambini cinesi nella sua scuola.
Con una mamma così, auguri.
E devo confessarlo, che non è un mio complesso, o un complesso dei meridionali che conosco, che dicevano che una puntina di razzismo si trova in giro.
E' vero. Si formano gruppi, così in maniera spontanea e scopro sempre che intorno a me, ci sono solo meridionali. O donne sposate con meridionali. Che trovi sempre quella che specifica, io sono nata qui, ma i miei sono calabresi.
Io devo dirlo, evviva l'Italia. Ma quanto siamo
E col tempo ho anche capito che la socialità obbligata è deleteria.
Mi era capitato di iniziare un legame, Fin quando non rimasi sconvolta dalle affermazioni di una mamma sui cinesi. Sono troppi, ci vorrebbe l'atomica per sterminarli.
Tra qualche mese inizierà la scuola, e il figlio della suddetta avrà almeno il 25 per cento di bambini cinesi nella sua scuola.
Con una mamma così, auguri.
E devo confessarlo, che non è un mio complesso, o un complesso dei meridionali che conosco, che dicevano che una puntina di razzismo si trova in giro.
E' vero. Si formano gruppi, così in maniera spontanea e scopro sempre che intorno a me, ci sono solo meridionali. O donne sposate con meridionali. Che trovi sempre quella che specifica, io sono nata qui, ma i miei sono calabresi.
Io devo dirlo, evviva l'Italia. Ma quanto siamo
lunedì 15 aprile 2013
Gli istrioni della rete
Alienazione deriva dall'aggettivo latino alienus e questo, a sua volta, dal pronome indefinito "alius" (in greco allos):
altro. Il termine fa riferimento a colui o a ciò che è altro,
straniero, non appartenente alla nostra comunità, in pratica che "non è
dei nostri" e che, quindi, ci è estraneo.
Sono mesi che ci rifletto e ci ripenso, e mi disintossico.
Sto provando un piacere indescrivibile nell'essere diventata frequentatrice occasionale di Social Network.
Il social network allontana dalla realtà-
Perchè magari uno lavora da bennet, come un asino, epperò in rete diventa uno specialista della comunicazione, laureato ad Harvard.
Un po' come la grillina Marta Grande, la mancata bambina prodigio.
Un po' come Oscar Giannino che lui non aveva internet, ma fintanto che c'era la tv come solo altare a cui immolarsi, gli è andata bene. E anche adesso, un'ospitata, non gliela nega nessuno. Finanche Guido Crosetto, era sopravvissuto laureato per più di vent'anni, nel teatrino della politica.
E allora evviva, posso essere chi sogno di essere. Ma non lo sono davvero, sono come dentro Matrix, e mentre la rete mi usa come fonte di energia mi spengo alla vita vera.
Io adoro la vita, adoro il sole sulla pelle.
E un giorno, facendo un corso di aggiornamento sul "disturbo istrionico di personalità" mi sono accorta.
Mi sono accorta che i social network sono un pò come le bancarelle del mercato, dove esistono venditori di nulla e gente che aspira ad esserlo.
Dove pensi che tutti siano ricchi, salvo accorgerti poi ad un evento
Sono mesi che ci rifletto e ci ripenso, e mi disintossico.
Sto provando un piacere indescrivibile nell'essere diventata frequentatrice occasionale di Social Network.
Il social network allontana dalla realtà-
Perchè magari uno lavora da bennet, come un asino, epperò in rete diventa uno specialista della comunicazione, laureato ad Harvard.
Un po' come la grillina Marta Grande, la mancata bambina prodigio.
Un po' come Oscar Giannino che lui non aveva internet, ma fintanto che c'era la tv come solo altare a cui immolarsi, gli è andata bene. E anche adesso, un'ospitata, non gliela nega nessuno. Finanche Guido Crosetto, era sopravvissuto laureato per più di vent'anni, nel teatrino della politica.
E allora evviva, posso essere chi sogno di essere. Ma non lo sono davvero, sono come dentro Matrix, e mentre la rete mi usa come fonte di energia mi spengo alla vita vera.
Io adoro la vita, adoro il sole sulla pelle.
E un giorno, facendo un corso di aggiornamento sul "disturbo istrionico di personalità" mi sono accorta.
Mi sono accorta che i social network sono un pò come le bancarelle del mercato, dove esistono venditori di nulla e gente che aspira ad esserlo.
Dove pensi che tutti siano ricchi, salvo accorgerti poi ad un evento
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